Non è
che non ti piaccia la solitudine ma bisogna che tu creda nelle virgolette. Non
è che Lei non sappia scrivere - è che quelle favole Le sembrano impossibili da
tradurre. E allora, cosa facciamo? Le parole sono bloccate. Il Natale scorso
eravamo felici. Quest'anno c'è una depressione nell'aria. C'è il profumo del
caffè. Sempre. Tutto il giorno, ogni momento. Siamo allegri, vorremmo più
caffè. Siamo depressi, vorremmo più caffè. Non parleremo di politica. Parleremo
della fata che si è fatta suora. Lasceremo questa voce-plurale. Tu, solamente
tu, piace a te che io sia solamente una, ma sono tre - e anche più - ma non
fregartene. Lo capirai tra cinque giorni. E lo capirò anch'io. Perché adesso
non capisco niente. Isotta mia, Isotta mia (...).
Raccontami
la tua storia, Isotta mia... Non hai voglia di raccontarmela? Non c'è problema.
Anch'io non vorrei scrivere. Ma scrivo ancora. Perché?
Andiamo,
andiamo. Ce ne andiamo.
Tra
cinque giorni lo saprai. Il silenzio non finisce mai.
Ma è
già finito. Ho sentito una canzone lontana.
La
depressione sarebbe finita se Lei avesse creduto nelle virgolette (...).
Facciamo
una pausa caffè.
Liz
Christine