domingo, 3 de janeiro de 2016

Tre atti




"Sono chiusi a chiave... il cuore, il sogno, il cervello." - ha detto allo specchio. E lo specchio ha risposto - "Non voglio più vederti." Ha pianto e si è fatto buio. Fine del primo atto. Intermezzo.

_ Ti è piaciuto?
_ Non lo so... Mancava qualcosa nei dialoghi. Parlavano troppo e non dicevano niente di originale. Che ne pensi?
_ Penso che niente sia originale nel mondo e che tutto sia stato detto prima che nascessero tutte le parole dentro di noi...
_ Non vado d'accordo, ci sono diverse forme di dire qualcosa, la forma potrebbe essere più originale... E perché parlare allo specchio invece di inserire un altro personaggio? Quello specchio mi annoia... Ci sarà lo specchio anche nel secondo atto?
_ Credo che un altro personaggio possa  non essere indispensabile in questo caso, perché vorresti un altro personaggio? Innanzitto lo specchio riflette la
_ Parla in tono basso! Non c'è bisogno di gridare.
_ Non ho niente da dire. Lascia stare. Parli sempre in tono alto, io no. Non stavo gridando. Lasciami. Me ne vado.
_ Ma è davvero una pazza... È volubile. Non voglio lasciarla. Voglio seguirla.

Fine del secondo atto. Intermezzo.

Dobbiamo informarvi che non ci sarà il terzo atto perché nessuno l'ha scritto ancora. Lasciamo a voi una canzone da ascoltare e pensare. È una bellissima canzone che non dice niente. Ascoltatela mentre i gatti miagolano, i miagolii sono parte della canzone. Buonanotte.

Liz Christine

quarta-feira, 2 de dezembro de 2015

Dicembre




Non è che non ti piaccia la solitudine ma bisogna che tu creda nelle virgolette. Non è che Lei non sappia scrivere - è che quelle favole Le sembrano impossibili da tradurre. E allora, cosa facciamo? Le parole sono bloccate. Il Natale scorso eravamo felici. Quest'anno c'è una depressione nell'aria. C'è il profumo del caffè. Sempre. Tutto il giorno, ogni momento. Siamo allegri, vorremmo più caffè. Siamo depressi, vorremmo più caffè. Non parleremo di politica. Parleremo della fata che si è fatta suora. Lasceremo questa voce-plurale. Tu, solamente tu, piace a te che io sia solamente una, ma sono tre - e anche più - ma non fregartene. Lo capirai tra cinque giorni. E lo capirò anch'io. Perché adesso non capisco niente. Isotta mia, Isotta mia (...).

Raccontami la tua storia, Isotta mia... Non hai voglia di raccontarmela? Non c'è problema. Anch'io non vorrei scrivere. Ma scrivo ancora. Perché?

Andiamo, andiamo. Ce ne andiamo.

Tra cinque giorni lo saprai. Il silenzio non finisce mai.

Ma è già finito. Ho sentito una canzone lontana.

La depressione sarebbe finita se Lei avesse creduto nelle virgolette (...).

Facciamo una pausa caffè.

Liz Christine

quarta-feira, 4 de novembro de 2015

La foresta della sylphide






Ci sono tante idee impossibili da scrivere. Perché non si ha voglia di dipingere la nuova realtà. La nuova realtà è lo stesso sogno che a volte cambia l'impossibilità di

Impossibilità da dire. Sempre. A volte. Raramente. Spesso. Di solito.

Non dire niente. Cambieremo argomento e lingua.

Desvie o olhar. Desvie sempre. Não diga nada. Não diga nunca. Desvie a direção. Desvie sempre. Tudo que já foi escrito. Desvie mais uma vez.

La spettatrice. L'attrice. La regista. Bastet. Pamina. Colette.

La regina Myrtha ritorna nei sogni di Colette (e Socrate l'ha sognata anche).

Ma non dicono niente e lo sguardo - lo sai - fugge. E tutte le parole fuggono ogni giorno e sera. E pomeriggio anche. Tutto il giorno si fa silenzio nella stanza. Attualmente. Ognuno si occupa di sé stesso. I giochi delle gatte - Cristina faceva la principessa e diceva "I long to escape my destiny"... Cristina è ancora la fidanzata di Bastet e le piace sapere che esisté una regina svedese e anche un film col suo nome...

"Sarebbe venuta volentieri" - lei ha detto -  "ma ha dovuto lavorare". "E che lavoro fa?" - hanno chiesto. E lei ha risposto: "È sognatrice e poetessa." E quindi hanno detto - "ma no!, questo non è un lavoro! Tutti sognano e chiunque può scrivere un poema, anche noi..." E lei ha sospirato due volte e li ha lasciati e poi ha telefonato alla sua amica.

La vita dei gatti. La vita degli umani. La danza classica. Le parole. La giornalista sembrava una ballerina e la ballerina sembrava un sogno e poi la cantante sembrava sincera e il gatto sembrava un re. Il regno delle parole. Le ombre. La foresta della sylphide.

Ghiacciata.

"Avrei risposto volentieri, anche se mi sembra dificile" - lei ha detto - "ma nessuno mi ha domandato e quindi sono rimasta in silenzio..."

E basta.

Liz Christine