sexta-feira, 3 de julho de 2015

Socializzare



 
Bisogna parlare del profumo del caffè...
Non ho niente da dire.

          Bisogna raccontare La Bella e La Bestia...
                      Non ne voglio più parlare.

                                Bisogna ridere.
    Bisogna ridere e socializzare, innanzitutto è una festa.
   Vorrei andarmene. Me ne vado. Arrivederci. A domani.

Forse oggi sognerò e domani anche e dopodomani anche e tutti gli altri giorni anche, te lo dico che ci credo, ci credo e la sogno tutti i giorni - la libertà, questa parola, cosa significa?

Non me ne importa - niente da fare. Nessuna filosofia. Greta Garbo non è ancora venuta. Qualcuno mi chiama - è mia sorella Colette - e le rispondo.

_ Cosa è successo?
_ Mi sono annoiato oggi. Preferivo rimanere da solo.
_ Greta Garbo è arrivata. Non vuoi vederla?
_ No.
_ Sei depresso?
_ No.
_ Non voui parlarne?
_No. Scusami.
_ È perché stai leggendo quel libro che parla dell'infanzia di Ingmar Bergman? Socrate, Socrate... non dovresti interpretare tutti i libri che leggi... Eri molto più socievole mentre leggevi quegli altri libri di favole... quell'altro di cui nostra padrona doveva fare un compito, ti ricordi? Socrate, Socrate... sogni troppo, lo sai?
_ Non è vero. Non sono socievole nè lo ero prima.
_ Sì, lo so. Preferivo che cambiassi l'umore... Credo che sia meglio rubarti il libro! Parlando di libri, hai finito il tuo?
_No.
_ Il libro dei gatti?
_ No. Non lo finirò mai. Perché scrivere?
_ Perché ci fa piacere... piacere è la parola che piace a noi gatti... stai ridendo, sei un po' pazzo, fratello mio... Sei più felice adesso?
_ Sì. Ma non ho niente da dire. Lascia stare. Non c'è una conclusione.
_Vuoi un caffè?
_ Sì, grazie.

Liz Christine

sexta-feira, 5 de junho de 2015

La voce del mare




Sarebbero arrossite se avessero visto la tua volubilità – mi aveva detto la voce del mare – ma non sono volubile – te l’ho detto cento volte – te ne ricordi? –

La poetessa non scriverà mai più – fino a domani – fino all’alba (...).

All’alba ascolterà quella canzone che piace a Socrate (Le Jardin Animè del balletto Le Corsaire) e dirà che non scriverà mai più (ma non è vero).

Non ascotarla – non leggerla – non sognarla – È vero che l’avevi sognata?

Sogniamo sempre. Collette non riesce a stare zitta adesso – miagola (…).

E poi tutto è silenzio nella stanza. La pioggia. La luna.

Sì, preferisco che legga – non credo che sia comprensibile a quelli che non sognano – ma lo sai – l’hai già sentita – la voce del mare – cento volte, non è vero?

Liz Christine

terça-feira, 19 de maio de 2015

Favole




I racconti di fiabe sono letti e riletti ogni sera. Il té è bevuto prima di addormentarsi. Ho taciuto i fracassi da lontano. Vicino a me c’è la mia gatta che beve i sogni nelle tazzine e legge la fortuna nelle mani o zampe degli altri – e anzi nelle tazzine (perché no?). La gatta è controversa e il suo fratellone (Socrate) conosce bene tutti i racconti di fiabe. Stanno vedendo una produzione da Mariinsky. Forse dopo lo spettacolo andranno a letto. Dormono abbastanza. Colette, la mia gatta, miagola improvvisamente – cosa mi starà chiedendo? Dimmi, Colette, che vuoi? Rivedere Romeo e Giulietta? Aspetta che c’è l’ho sì nel computer... Tre versioni, quale scegli?

Colette ha scelto la versione preferita di Greta Grabo (l’hanno vista insieme una volta)...

Perché scrivere? – domando a Socrate e Colette. Non mi rispondono. Stanno giocando mentre vedono un video al computer. E che cosa è realtà? – gli domando prima di tornare al silenzio. Adesso tutti siamo in silenzio di fronte allo schermo. Nessuno tra noi parla.

E quindi, ricominciamo a giocare tra noi...

“C´è una traduttrice o traduttore che possa aiutare qua? A volte non capisco bene il linguaggio degli umani...” – dice Socrate, un gatto riservato a cui piace imparare lingue. “Non parlare!” – gli risponde Colette – “Lasciami ascoltare la musica del balletto!”. Starò impazzendo o adesso ascolto anche le chiachiere dei gatti? Forse starò sognando... Cos’è sogno? Cos’è realtà? Cos’è linguaggio? Cos’è tradurre? Lascia stare...

Liz Christine

domingo, 10 de maio de 2015

Festa della mamma




           Fiero di sé stesso – Éluard, il gatto nero, adesso è papà.
Sono tre cuccioli, due femmine e un maschio.
La mamma si chiama Ninotchka.

   Auguri a tutte le madri di qualsiasi specie.

             Le fate non hanno mai cuccioli.

Ciascuna (o ciascuno) sa bene quello che è meglio per sé.

Scegliere, scegliamo, scelta – sogniamo, scriviamo, miagoliamo...

      Ninotchka è anche fiera di sé stessa.

Liz Christine