quarta-feira, 2 de setembro de 2015

Outro presente







Um pequeno poema. Uma folha em branco. Duas frases distantes. Uma palavra sussurrada. Três silêncios entre dois cappuccinos (um com chantilly, o outro sem) e um espresso duplo. Unhas vermelhas, como é o costume das borboletas surrealistas. Ou talvez um rosa mais fechado. Rosa bebê. Azul pastel. Vermelho cereja. Lilás. Gato laranja. A foto do gato laranja no celular. Mil fotos do gato laranja. "Como vai o seu gato?" - perguntam. "Bem, muito bem, olha aqui, tirei mais umas fotos do meu gato..."

"E o livro?"

Continua. A conversa continua e segue seu rumo mas o ritmo distante dos sonhos vagueia ao redor de cada palavra. O ritmo distante-presente dos sonhos. Todos os presentes colecionados. Brinquedos e babuskas. Dois macarons de framboesa e fecha a conta. O presente esperando. À espera de mais imagens. Imagens colecionadas. Coleções intermináveis de sentidos próximos. Ou distantes. Ou presentes. O sonho recorrente me abraça todas as semanas. Palavra-presente. Hoje e depois. Amanhã também. Hoje, sempre hoje. Um pequeno poema. As folhas de uma orquídea. O chá me aguarda. A quietude também me aguarda. Silêncio preenchido.

Liz Christine

quinta-feira, 6 de agosto de 2015

Me ne infischio




Che ne pensi? Non riesco a farlo. Non ce la faccio adesso. Adesso e domani. Oggi, ieri, domani - uno dei libri che avevo letto. Sognare, cantare, volare. Un libro scritto da Sophia Loren. Una canzone che ho ascoltato ieri. L'ho letto l'anno scorso. Santa Lucia - l'ho ascoltata oggi e la ascolto sempre. Quell'altro libro di Cechov, che ne pensi? L'hai letto? Non dico niente. Ascolto dei miagolii. Pamina chiede qualcosa a sua sorella Liù. L'altra sua sorella, Adina, le ascolta. Pamina, Adina e Liù hanno un fratello, già lo sapevi, ma lui è assente. Assentarsi, assentarsi - sono questo fratello assente (no, non è vero). Mi sono innamorato della luna. Non è vero. Mi sono innamorato di Greta Garbo. Ma mia sorella mi ha detto "anch'io" e quindi ho deciso di scrivere un testo. Ma tutto questo non è novità. Dove sono le novità? Noi gatti amiamo l'infinito delle parole sognate e nascondiamo tutte le parole sotto i miagolii. Dove sono le novità? Me ne infischio delle novità. Me ne frego delle novità. Non ne posso fare a meno. Ieri ho mangiato una lasagna alla bolognese - da cucciolo già mi piaceva ma gli umani e le matrioske sempre dicono "ma no! questo non è cibo per gatti!". Me ne frego. Le mie adorabili padrone se ne infischiano. Ieri ho leccato un formaggio (Soresina, molto buono!). Questa sì che è la vera vita. I piaceri della vita. Sognare anche, sognare è davvero un piacere della vita. E la realtà? Me ne infischio. La mia realtà è il mio cervello e le mie amiche gatte. Le mie due padrone anche. Sognare, cantare, volare. Mi hanno detto che sono un bel gatto. Bellissimo, sì, mi hanno detto. Ma non me ne importa niente. Sono felice. Sono sereno. Sono un angelo. Indiavolato, io? No! Sono Socrate. Mi chiamo Socrate, come tutti sanno. Sì, mi chiamo Socrate. Sono sempre io. Pamina dice di essere tre Pamine. Io no, sono sempre uno. Colette, non lo so. Colette dice che tutti noi abbiamo diverse persone dentro di noi, come diceva Pirandello. Ma tutti questi diversi Socrate sono io, Socrate, un solo Socrate. Scusami, ho ricevuto un bel giocattolo ripieno di catnip e il profumo è divino. Mi piace anche il profumo del caffè. Mi hanno detto che sono un gatto amorevole. Quindi, buonanotte a tutti. Ora di sognare e poi giocare e poi fare il bagno e poi sognare di nuovo e quindi sono un gatto sereno e felice. Buonanotte a tutti. A domani. Ci vediamo.

Liz Christine

sexta-feira, 3 de julho de 2015

Socializzare



 
Bisogna parlare del profumo del caffè...
Non ho niente da dire.

          Bisogna raccontare La Bella e La Bestia...
                      Non ne voglio più parlare.

                                Bisogna ridere.
    Bisogna ridere e socializzare, innanzitutto è una festa.
   Vorrei andarmene. Me ne vado. Arrivederci. A domani.

Forse oggi sognerò e domani anche e dopodomani anche e tutti gli altri giorni anche, te lo dico che ci credo, ci credo e la sogno tutti i giorni - la libertà, questa parola, cosa significa?

Non me ne importa - niente da fare. Nessuna filosofia. Greta Garbo non è ancora venuta. Qualcuno mi chiama - è mia sorella Colette - e le rispondo.

_ Cosa è successo?
_ Mi sono annoiato oggi. Preferivo rimanere da solo.
_ Greta Garbo è arrivata. Non vuoi vederla?
_ No.
_ Sei depresso?
_ No.
_ Non voui parlarne?
_No. Scusami.
_ È perché stai leggendo quel libro che parla dell'infanzia di Ingmar Bergman? Socrate, Socrate... non dovresti interpretare tutti i libri che leggi... Eri molto più socievole mentre leggevi quegli altri libri di favole... quell'altro di cui nostra padrona doveva fare un compito, ti ricordi? Socrate, Socrate... sogni troppo, lo sai?
_ Non è vero. Non sono socievole nè lo ero prima.
_ Sì, lo so. Preferivo che cambiassi l'umore... Credo che sia meglio rubarti il libro! Parlando di libri, hai finito il tuo?
_No.
_ Il libro dei gatti?
_ No. Non lo finirò mai. Perché scrivere?
_ Perché ci fa piacere... piacere è la parola che piace a noi gatti... stai ridendo, sei un po' pazzo, fratello mio... Sei più felice adesso?
_ Sì. Ma non ho niente da dire. Lascia stare. Non c'è una conclusione.
_Vuoi un caffè?
_ Sì, grazie.

Liz Christine

sexta-feira, 5 de junho de 2015

La voce del mare




Sarebbero arrossite se avessero visto la tua volubilità – mi aveva detto la voce del mare – ma non sono volubile – te l’ho detto cento volte – te ne ricordi? –

La poetessa non scriverà mai più – fino a domani – fino all’alba (...).

All’alba ascolterà quella canzone che piace a Socrate (Le Jardin Animè del balletto Le Corsaire) e dirà che non scriverà mai più (ma non è vero).

Non ascotarla – non leggerla – non sognarla – È vero che l’avevi sognata?

Sogniamo sempre. Collette non riesce a stare zitta adesso – miagola (…).

E poi tutto è silenzio nella stanza. La pioggia. La luna.

Sì, preferisco che legga – non credo che sia comprensibile a quelli che non sognano – ma lo sai – l’hai già sentita – la voce del mare – cento volte, non è vero?

Liz Christine